Nec panem nec circenses. Monti dice no a Roma 2020
Il premier, Mario Monti, ha negato il consenso alla candidatura di Roma per ospitare l’edizione del 2020 delle Olimpiadi. La decisione del premier di non firmare la lettera di garanzia che avrebbe ufficializzato la candidatura della capitale, necessaria per la presentazione alle Olimpiadi, è stata presa durante un colloquio con il sindaco di Roma, Gianni Alemanno. Il presidente del Consiglio ha giustificato la scelta sostenendo che le condizioni economiche renderebbero la candidatura inaffrontabile per l’Italia.
15 AGO 20

Il premier, Mario Monti, ha negato il consenso alla candidatura di Roma per ospitare l’edizione del 2020 delle Olimpiadi. La decisione del premier di non firmare la lettera di garanzia che avrebbe ufficializzato la candidatura della capitale, necessaria per la presentazione alle Olimpiadi, è stata presa durante un colloquio con il sindaco di Roma, Gianni Alemanno. Il presidente del Consiglio ha giustificato la scelta sostenendo che le condizioni economiche renderebbero la candidatura inaffrontabile per l’Italia. “Sarebbe un impegno imprudente – ha detto il premier – che porterebbe con sé un impegno economico imprevedibile”. Contrariato il sindaco Alemanno, che all’uscita dal vertice ha detto: “Il premier Monti ha dato motivazioni molto chiare, ma purtroppo non condivisibili”.
Secondo Fabrizio Cicchitto, capogruppo Pdl alla Camera, la rinuncia a sostenere la candidatura di Roma è un grave errore, e aggiunge: "Sappiamo che le Olimpiadi a seconda di come sono impostate e poi gestite possono essere un fattore di sviluppo o invece di dissipazione di risorse. A nostro avviso esistevano tutte le condizioni perchè si verificasse la prima di queste due ipotesi"
Il leader del Pd, Pier Luigi Bersani, ha commentato: “Il governo ha preso una decisione meditata, che rispettiamo”. Poi: “L’importante adesso è che questa scelta venga letta come segno di responsabilità e non di sfiducia in noi stessi”.